sabato 28 luglio 2007

Alcune delle cose che ho imparato a New York

1. Nella città di Osaka, in Giappone, si produce un liquore aromatizzato al serpente, bollendo i rettili in grandi cisterne.

2. Secondo recenti studi, il dinosauro noto col nome di velociraptor era piumato.

3. Nelle Filippine è usanza comune indicare gli oggetti non puntando il dito indice, bensì corrucciando e puntando le labbra.

mercoledì 25 luglio 2007

"Houston, abbiamo un problema..."

Sono a Houston in questo momento. Come mi spiega Victor questa e' una vera citta' americana, non come quelle che ho visto fino ad ora. E non lo dice certo con fierezza...
Il centro (o downtown, come lo chiamano loro) e' questo: grattacieli, parcheggi, strade larghe e nessuno per strada. Sono le 7pm di un giorno lavorativo.
L'albergo effettivamente e' la cosa piu' interessante, pur evidenziando alcune contraddizioni. Nella hall d'ingresso c'e' un camino con il fuoco acceso. Siamo in Texas o in Colorado? Contemporaneamente l'aria condizionata e' cosi' forte che devo mettermi il maglione (di cotone, non esageriamo).
In camera mi aspettano due bottiglie di acqua Panna. Volete che negli Stati Uniti non abbiano una sorgente di acqua fresca nelle montagne rocciose o da qualche altra parte senza venire a prendere da noi l'acqua Panna che fa anche schifo?
Houston, abbiamo un problema...

lunedì 23 luglio 2007

Weekend in Philly

Lo scorso fine settimana ho visitato Philadelphia.
Dopo aver partecipato a New York a tanti meeting e party con ragazzi che ne fanno parte, ho sperimentato per la prima volta (e con soddisfazione) il progetto CouchSurfing nella sua accezione originale, cioè essere ospitati - e ospitare - da persone quasi sconosciute, se non per le referenze di altri membri che le hano incontrate (www.couchsurfing.com per maggiori dettagli).
Colta l'occasione di un picnic in un parco di Philly (è così che gli americani chiamano Philadelphia!) organizzato da una CouchSurfer conosciuta a New York (che ha anche offerto gentilmente un passaggio a me e ad un'australiana), mi sono deciso a partire per la Pennsylvania, che volevo visitare da tanto tempo. Per quanto riguarda l'alloggio sono stato ospitato - insieme ad Armando, un simpatico spagnolo di Valencia - da Dana, autoctona partecipante al picnic. Armando parla debolmente l'inglese e lo capisce ancora meno. Dana parla bene lo spagnolo. Io capisco lo spagnolo come un italiano lo può capire se lo spagnolo parla piano. Armando capisce l'italiano come io capisco lo spagnolo. Il risultato delle nostre conversazioni poliglotte era molto buffo...
Comunque: una cosa interessante è che in questo modo ho mescolato il turismo alla vita locale. Di giorno tra gli edifici che hanno segnato la nascita degli Stati Uniti e le opere del bellissimo Philadelphia Art Museum, di notte tra i locali di South Street.
Tutto sommato Philadelphia è molto carina... ma New York e New York!
Curiosità: in South Street c'è un albero chiamato "the Gum Tree", sul cui tronco centinaia di persone hanno attaccato una gomma da masticare masticata; baciarlo si dice che porti fortuna, io mi sono avvalso della fortuna di non baciarlo.
Curiosità numero due, ancora più importante: vi siete chiesti perché nella foto all'iinizio stiamo tutti alzando le braccia in aria? Non riconoscete il luogo? Allora guardate la foto qui sotto e scoprite chi è l'eroe cittadino insieme a Benjamin Franklin...

giovedì 19 luglio 2007

Momenti di incertezza a Manhattan

Ieri sera c'e' stata un esplosione nel cuore di Midtown Manhattan. Fortunatamente per me tutto bene, ma ho sentito che una persona e' morta.

L'incidente e' avvenuto effettivamente molto vicino allo studio e proprio nell'ora in cui stavo uscendo, forse mentre scendevo le scale, ma io non ho sentito niente. Quando sono sceso in strada dopo pochi attimi mi sono accordo che la gente camminava abbastanza di fretta, tutti nella stessa direzione e spesso guardandosi indietro, ma senza scene di panico, tutto abbastanza in modo ordinato. Ho capito che doveva essere successo qualcosa ma non riuscivo bene ad afferrare che cosa, perche' non vedevo niente. Poi una ragazza ha detto che "Grand Central stava crollando, probabilmente una bomba". Sulla 6th Avenue tutti avevano il telefonino in mano e si vedeva una colonna di fumo contro il Chrysler Building. Sono passate alcune macchine della polizia e c'erano poliziontti per strada, ma tutto si e' svolto in modo relativamente tranquillo e non mi sono particolarmente spaventato, solo un poco all'inizio. Ogni tanto si vedeva qualcuno o qualche macchina ricoperti di finissima polvere di fango.
Dopo avere aspettato un po' per capire meglio la situazione ho capito che molti dei "rumori" che giravano per la strada erano un po' esagerati, cosi' ho preso la metropolitana e sono andato a casa, dove ho letto, su internet, che non si trattava di un attentato e al momento non si parlava di morti.

Per il modo in cui si sono svolte le cose, fortunatamente ho solo provato un po' di preoccupazione e incertrezza iniziale. Ma e' chiaro come nella mente di tutti, soprattutto dei New Yorkesi, sia ancora forte l'ombra dell'undici settembre.


domenica 15 luglio 2007

One Night of Fire



L'appuntamento era per il 14 luglio ore 7.57 pm, cioè al tramonto.
Il luogo sarebbe stato rivelato dall 3 pm del giorno precedente.
Le raccomandazioni: vestirsi di bianco come angeli nella notte, potare trampoli tamburi amici regali e una Metrocard, non fare nulla di cui pentirsi a 50 anni.

Il luogo d'incontro è il centro del ponte di Brooklyn, si aspetta di raccogliere gente a sufficienza e si parte come una pazza processione verso Manhattan. Come un incendio che si rispetti, all'inizio il fuoco è debole e timido, qualcuno saltella qualcuno canta qualcuno suona. Poi l'incendio divampa lentamente e i tamburi cominciano a farsi sentire e la folla a ballare. Sosta alla fontana del City Hall Park, qualcuno va dentro come quando l'Italia ha vinto i mondiali, qualcuno fa girare un hula hop luminoso. Poi si diffonde la voce: "R train, Dekalb". Si prende la metro, direzione Brooklyn.

La metropolitana è letteralmente presa d'assalto dalla folla festosa che urla suona canta soffia bolle di sapone e lancia caramelle. La polizia in un tacito consenso scorta la parata "abusiva".

Si viaggia per quasi un' ora, tra la sorpresa e l'incredulità della gente comune e si arriva a Coney Island, paese dei balocchi e terra delle antiche stravaganze New Yorkesi. La Parata dei Rinnegati finisce sulla spiaggia fra danze tamburi trampoli razzi giochi di fuoco e hula hop.
La polizia ci invita a concludere il tutto molto prima che si possa parlare di "un'intera notte di fuoco", qualcuno suggerisce "una serata di fuoco". Ma è stato fuoco ugualmente!

Venerdì 13

Venerdì sono andato a cena con degli altri ragazzi in un ristorante Tailandese. Posto molto carino nonostante la musica un po' alta. Dopo aver condiviso alcuni antipasti molto gustosi arrivano i nostri piatti. La mia scelta è caduta su "Green curry fried rice" con pollo. Di fianco al nome due stelline che indicano "molto piccante". Effettivamente era molto piccante. In una delle pause che sono costretto a fare per arieggiare la bocca alzo gli occhi e dall'altra parte del tavolo vedo Matt, l'inglese, che strabuzza gli occhi. Davanti a lui c'è una ciotolina diversa dalla mia ma evidentemente con la stessa peculiarità... "Poverino - penso - così giovane... e domani dovrebbe ripartire per Londra..."
Sembra comunque che anche lui sia sopravvissuto. Per quanto mi riguarda, mi sono fatto forza e intervallando il riso (comunque buono) con grandi bicchieri d'acqua fredda, ci sono arrivato in fondo. Ho la sindrome del ghiottone, non posso farci niente, quando ho qualcosa nel piatto - se mi piace - devo finirlo. E' per questo che temo i buffet.

Dopo il ristorante Tailandese ci siamo mossi verso un locale chiamato Barcade. Nella mia ignoranza pensavo a qualcosa collegato a delle barricate, ma quando sono entrato ho capito tutto: bar+arcade. Qualcuno dice che Elvis non sia morto e se ne stia in incognito in un isola deserta a pescare e a giocare a carte con Hitler e Merylin Monroe... Io quella sera invece ho scoperto l'isola deserta dove si sono ritrovati tutti i vecchi videogiochi di un tempo. Lungo i muri del locale, all'apparenza solo un vecchio magazzino trasformato, se ne stavano tutti lì: Super Mario Bros, Tetris, Arkanoid, Out Run, Ghost and Goblins, Donkey Kong e tanti altri... Conosco qualcuno che si sarebbe commosso. Tutti in fila si godevano le vecchie glorie di un tempo. E' incredibile quello che puoi incontrare a New York.

mercoledì 11 luglio 2007

Economia domestica - parte II

L'altro ieri ho finito le uova che avevo comperato una settimana dopo il mio arrivo. O meglio, ho buttato l'ultimo perche' quando ho rotto in due il guscio, l'uovo e' rimasto attaccato all'interno, aveva una viscosita' pari all'asfalto. Kiappo, come lo spieghi?

martedì 10 luglio 2007

Bryant Park Movie Night

Ogni lunedì d'estate, in un grazioso parco cittadino nel cuore di Midtown Manhattan, proiettano vecchi film all'aperto, gratuitamente. Chiaramente, già pochi minuti dopo l'apertura dei cancelli il prato è invaso da panni e gente stravaccata. Tra picnic serali, partite a carte e chiacchiere si tira fino al crepuscolo quando si comincia col breve antipasto a base di Looney Toons e poi sigla: tutta la gente - che ormai ha ricoperto ogni singolo pollice quadrato di verde libero - si alza in piedi e si fa un po' di casino (applausi, saltelli, coretto...). Dopodiché tutti seduti in religioso silenzio a guardare il film. Ogni tanto passa un elicottero o un camion dei pompieri a disturbare e allora qualcuno in mezzo alla folla grida: "Ssssst!"
Ieri sera c'era Wait until dark, un vecchio triller con Audrey Hepburn (che non so mai come si scrive ma stavolta ho controllato su Google) che in una scena piena di suspence ha fatto gridare e trasalire tutto Bryant Park...
Curiosità: a prova di come il nostro tipico saluto sia diventato comune anche tra gli americani, c'è una scena in cui Audrey e un altro tizio si commiatano con "Ciao!"

Luoghi incredibili

Ci sono dei posti a Brooklyn dove vecchi magazzini ed edifici industriali sono stati convertiti in luoghi incredibili, per esempio il 3rd Ward, laboratorio per artisti artigiani. Ma quello che mi ha impressionato di più è come spesso questi spazi diventino case, appartamenti in una città dove i costi sono sempre più alti...

"I can't belive it's not butter..."

Conosco tante persone che si chiamano Fabio, ma per gli americani (soprattutto per le americane) Fabio è uno solo: una specie di Costantino (Vitaliano, non il Crostatino che alcuni di voi conoscono...) famoso anche per una pubblicità di biscotti da cui il titolo di questo post.
Ogni volta che ci penso mi scappa da ridere, ma tranquilli, non ci penso quasi mai...

lunedì 9 luglio 2007

Felegara in New York City!

Ma tornando un po' indietro nel tempo, vogliamo ricordare e ringraziare i felegaresi-medesanesi-parmigiani che mi sono venuti a trovare qui a New York. Spero che le luci della Grande Mela abbiano abbiano lasciato in loro un bel ricordo. Eccoci qui sul ponte di Brooklyn.

Festa dell'Indipendenza

Macy's fa le cose in grande. Afferma di essere il più vasto grande magazzino del mondo (sicuramente è molto grande) e sponsorizza i grandiosi fuochi d'artificio del 4 luglio sull'East River. Io li ho visti da una zona industriale di Brooklyn, con i grattacieli di Manhattan sullo sfondo, su cui si riflettevano le luci colorate. E' curioso come a volte sembri piu' conveniente abitare in una casa brutta affacciata su una casa bella, che viceversa...

domenica 1 luglio 2007

Pool Party!


Dopo il tour alle Nazioni Unite ho raggiunto dei personaggi a Williamsburg. Ah, Williamsburg... certa gente che conosco io impazzirebbe per questo paradiso del vintage, 3 persone su 5 portano occhiali da sole grandi tutta la faccia, e un paio di bretelle rosse a vista e lacci arancio fluorescente sono del tutto normali.
E' il quartiere più trendy di Brooklyn e oggi c'era questo Pool Party, presso una grande piscina. La cosa strana è che la piscina era totalmente prosciugata! In compenso c'era tanta gente, un concerto molto interessante e un posto dove si giocava a dodgeball (=palla prigioniera).
Ciliegina sulla torta, quando il concerto è finito e siamo usciti dal luogo, all'uscita c'era una strana banda, 14-15 elementi tutti vestiti di nero e di rosso ma con divise tutte diverse, tra questi uno era mascherato da scimmia-soldatino e un altro da panda con la faccia coperta di fiori. Hanno cominciato a suonare e si sono mossi verso il parchetto vicino, con la fiumana di gente che li seguiva come i topi seguivano il pifferaio di Hamelin... Ho notato che mancava un direttore d'orchestra, forse mi propongo.

La mia gita domenicale

Oggi sono uscito dagli Stati Uniti, senza neppure allontanarmi da New York City (fa rima).
Sono stato infatti a visitare le Nazioni Unite, che si trovano proprio in Midtown Manhattan, sull'East River, in un piccolo pezzo di territorio "indipendente".
Faceva un certo effetto sentire le spiegazioni della guida mentre ci mostrava la sala dell'Assemblea Generale e tutto il resto. Ho pensato che mentre a Roma (come può essere Parigi, Vienna...) ci sono posti che vale la pena visitare perché vi senti l'importanza della storia, qui a New York - si parli di arte, cultura, politica - ci sono posti in cui puoi sentire forte l'importanza per il presente.